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Attività del gruppo : PROKLETIJE 2009
Inviato da luca il 19/11/2009 9:25:30 (177 letture)

Montenegro 2009

Le Prokletije sono un gruppo montuoso delle Alpi Dinariche ubicate ai confini tra Kosovo, Montenegro e Albania. La vetta principale è la Maja e Jesercës (2694 m), montagna che costituisce anche la cima più alta delle Alpi Dinariche. All’interno di questa catena, a nord delle Sarskin planina in Albania, si sviluppano, per 70 km da sud-ovest a nord-est, le Prokletije montenegrine, meta della nostra spedizione.

Dopo una prospezione effettuata nel 2008 e una ricerca bibliografica, l’area è risultata una delle zone carsiche speleologicamente meno esplorate di questo paese e la più disabitata; inoltre i notevoli dislivelli tra le zone di assorbimento e le risorgenti potrebbero portare alla scoperta di complessi carsici di grandi dimensioni. In particolare è stata presa in esame la regione del Belic, situata a sud della città di Plav, che ha un estensione di circa 40 km quadrati.

La ricerca bibliografica effettuata tramite web è stata molto importante: ci ha permesso di risalire a tutte le spedizioni effettuate in questa zona, in particolare da parte dei polacchi del Wielkopolski Klub Taternictwa Jaskiniowego (WKTJ) presenti dal 2006 con campi organizzati ogni anno. Subito contattati, ci hanno fornito molti dati, in particolare la suddivisione delle aree del massiccio, la numerazione catastale che hanno adottato (per evitare inutili sovrapposizioni) e i posizionamenti delle grotte conosciute.

L'area presa in esame era completamente inesplorata dal punto di vista speleologico, per cui abbiamo scelto di fare una spedizione leggera per ridurre al minimo la logistica, e di fare un campo itinerante per individuare i luoghi migliori per la ricerca degli ingressi. Nel primo tratto dell’avvicinamento parte dei materiali sono stati trasportati utilizzando dei cavalli; il primo campo è stato allestito a circa 1800 metri, poco sopra il limitare del bosco nei pressi di Stanovi, un piccolo alpeggio in cui abitano due famiglie di pastori, con cui abbiamo stretto ottimi rapporti a forza di gesti, caffé turco e sigarette. Dalia in particolare, molto incuriosito da quello che cercavamo e molto interessato all'acqua, che qui è merce rara, ci ha accompagnato a molti ingressi che conosceva, nascosti tra pareti, cenge e prati sospesi. In una giornata ci ha regalato circa una decina di pozzi che indubbiamente noi non avremmo mai trovato.

Il secondo campo è stato sistemato a circa 2000 metri. Qui il paesaggio è quello classico delle aree carsiche alpine, la concentrazione di pozzi a neve è elevata e il carsismo superficiale è molto accentuato: questo per nostra fortuna ci ha permesso di posizionare circa 40 cavità, in un area di circa 2 chilometri quadrati, di cui 30 esplorate, rilevate e fotografate senza grandi spostamenti. La maggior parte di queste cavità è costituita da pozzi a cielo aperto che chiudono con frane o tappi di ghiaccio. Le più profonde sono: un -90 m, un -110 m e la grotta che ha dato senso alla spedizione "la Grotta dei liberi", -320 m, indicata proprio da Dalia ed esplorata l'ultimo giorno di campo. La grotta si apre su una cengia a circa 1900 metri, con un ingresso di dimensioni modeste ma con una notevole quantità di aria uscente; lo sviluppo è verticale e vari arrivi vi si innestano generando un corso d'acqua che, dopo l'ultimo pozzo da 70 m, forma un meandro che termina con un sifone. Nella parte alta abbiamo poi individuato un passaggio che molto probabilmente permetterà di bypassare il sifone.

La spedizione è terminata visitando la probabile sorgente del massiccio, una grande valchiusana (Savnik Oko) che si trova a circa 1000 metri di quota nei pressi del paese di Vusinje. Viste le notevoli potenzialità esplorative abbiamo già pensato alla prossima spedizione, che si svolgerà sempre nel mese di luglio del prossimo anno.

Hanno partecipato alla spedizione: Luca Grillandi (GSFaentino), Andrea Benassi, Luigi Russo (GSMatese), Valerio Olivetti (ASR), Paolo Turrini (CSR), Guido Baroncini Turricchia, Antonio Trocino (EXPLORA).

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